Agoaspirato e Biopsia

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AGOASPIRATO E BIOPSIA

Nel caso in cui la mammografia e/o l’ecografia non siano in grado di formulare con certezza la diagnosi di natura di un reperto dubbio o sospetto, si rende necessario ricorrere ad un prelievo di cellule o di un frammento di tessuto mammario con successiva analisi anatomopatologica del materiale prelevato.
Per il prelievo di lesioni focali apprezzabili con ecografia, le metodiche disponibili nel nostro centro sono l’esame citologico o agoaspirato (denominato anche Fine Needle Aspiration Citology: FNAC) e la biopsia (denominata anche Needle Core Biopsy:NCB).

La differenza principale delle due metodiche sta nel tipo di ago utilizzato e nel materiale prelevato:
Agoaspirato: utilizzazione di aghi molto sottili per il prelievo di cellule
Biopsia: utilizzazione di aghi con calibro maggiore rispetto ai precedenti, per il prelievo di un piccolo frustolo di tessuto
Sulla base degli esami eseguiti (mammografia, ecografia, agoaspirato, biopsia) la paziente verrà consigliata riguardo ai successivi controlli oppure in merito ad un eventuale valutazione specialistica chirurgica.

Agoaspirato con guida ecografica
Non è necessaria alcuna preparazione preventiva prima della procedura.
La paziente viene fatta coricare supina sul lettino della sala ecografica, con le braccia in alto ed il seno scoperto. Per alcune lesioni può essere utile far ruotare la paziente su un fianco.
Con la sonda ecografica si individua la lesione e si sceglie il punto di ingresso dell’ago.
L’esecuzione della anestesia locale non è generalmente necessaria, in quanto la procedura è ben tollerata; in casi particolari (evidente dolorabilità della mammella, ansia, richiesta della paziente) si può eseguire anestesia locale iniettando nella sede del prelievo 5 cc di anestetico locale (Lidocaina al 2%).
A questo punto si inizia il prelievo vero e proprio.
Si introduce quindi l’ago nella cute: la progressione verso la lesione viene seguita in tempo reale dalla sonda ecografica. Durante il prelievo l’ago viene fatto muovere ripetutamente all’interno della lesione con un movimento di va e vieni per campionare le zone maggiormente sospette.
La procedura può essere ripetuta più volte nella stessa seduta in base alla qualità ed alla quantità del materiale prelevato ed è di solito molto ben tollerata, il dolore avvertito dalle pazienti è in effetti molto modesto se non addirittura assente. Al termine della procedura la paziente è generalmente in buone condizioni e può ritornare a casa senza problemi.

Biopsia con guida ecografica
La procedura è molto simile a quella per l’agoaspirato. La fase di preparazione è identica. L’unica accortezza in questo caso è la sospensione di un’eventuale terapia anticoagulante orale (per ridurre il rischio di sanguinamento) previo colloquio con il proprio medico curante e con il medico radiologo che eseguirà la procedura.
Poiché si utilizza un ago di calibro maggiore viene sempre eseguita l’anestesia locale iniettando, circa 5 cc di anestetico locale nella zona del prelievo. Dopo l’anestesia locale può essere eseguito, se necessario, un piccolo taglietto (pochi millimetri) a livello della cute con la punta di un bisturi, per consentire l’ingresso dell’ago a scatto.
Anche in questo caso la progressione dell’ago viene seguita in tempo reale con la sonda ecografica fino a raggiungere la zona interessata. L’ago, quando effettua automaticamente il prelievo, provoca un rumore secco a “scatto”. Dopo lo scatto si rimuove l’ago con il frustolo prelevato.
Generalmente è preferibile anche in questo caso effettuare almeno due o più prelievi.
Dopo il prelievo occorre comprimere manualmente la zona interessata per alcuni minuti, per ridurre il rischio di sanguinamento e di un eventuale ematoma. Non è necessario suturare la cute.
Al termine della procedura si disinfetta la cute, si esegue una medicazione con cerotto e si posiziona sulla parte interessata una borsa di ghiaccio secco per raffreddare la zona.
Anche in questo caso la procedura è generalmente ben tollerata, poco o per nulla dolorosa. La paziente può rientrare a casa; è consigliabile un periodo di riposo di alcune ore. La medicazione può essere rimossa il giorno dopo.

Complicanze
Nella gran parte dei casi non si verifica alcuna complicanza.Talora viene segnalata una modesta dolorabilità nella sede del prelievo che, in alcuni casi, puòpersistere alcune ore. Generalmente non è richiesta alcuna terapia.
In alcuni casi può formarsi un ematoma, cioè una raccolta di sangue nella sede del prelievo. Quasi sempre la raccolta è di piccole dimensioni e, anche in questo caso, non è generalmente richiesta terapia.
Complicanze di maggiore gravità, come il pneumotorace (cioè la perforazione, con l’ago, di un polmone) sono assolutamente eccezionali; in questi casi è richiesto un trattamento medico adeguato.

Agoaspirato o Biopsia?
La scelta del metodo migliore viene effettuata dal medico sulla base delle caratteristiche del reperto patologico, delle sue dimensioni e dell’esame strumentale con il quale tale reperto risulta meglio identificabile.
A parità di condizione si preferisce la metodica meno invasiva (agoaspirato). Nel caso l’esame citologico non sia stato dirimente o ci sia una discordanza tra il parere dell’anatomo patologo e del medico radiologo si può procedere ad ulteriore approfondimento con esame bioptico.

Agoaspirato del cavo ascellare
Lo studio ecografico consente infine di evidenziare, con buona sensibilità, la presenza di linfonodi a livello del cavo ascellare ed il loro aspetto con possibile esecuzione di un agoaspirato che potrà fornire importanti informazioni nel caso di reperti linfonodali dubbi.